domenica 27 marzo 2011

Esercizi Spirituali

Nei giorni 28 marzo, 4 e 11 aprile, si terrano gli esercizi spirituali su alcuni Salmi. Le riflessioni saranno tenute da don Salvatore Puglisi, vicario generale e docente di sacra scrittura.

venerdì 25 marzo 2011

Solennità dell'Annunciazione del Signore



In questa solennità dell'Annunciazione, chiediamo al Signore che, conformati a Cristo e sull'esempio di Maria, possiamo accogliere con amore, gioia e gratuità la Sua volontà.

Buona solennità dell'Annunciazione a tutti, alla città di Comiso, alla Comunità e a quanti, lontani dalla nostra terra, mantengono integra la devozione alla Vergine Annunziata e il legame affettivo con la nostra parrocchia.

Solennità dell'Annunciazione del Signore




Dalle «Lettere» di san Leone Magno, papa

Il mistero della nostra riconciliazione


Dalla Maestà divina fu assunta l'umiltà della nostra natura, dalla forza la debolezza, da colui che è eterno, la nostra mortalità; e per pagare il debito che gravava sulla nostra condizione, la natura impassibile fu unita alla nostra natura passibile. Tutto questo avvenne perché, come era conveniente per la nostra salvezza, il solo e unico mediatore tra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, immune dalla morte per un verso, fosse, per l'altro, ad essa soggetto.

Vera integra e perfetta fu la natura nella quale è nato da Dio, ma nel medesimo tempo vera e perfetta la natura divina nella quale rimane immutabilmente. In lui c'è tutto della sua divinità e tutto della nostra umanità.

Per nostra natura intendiamo quella creata da Dio al principio e assunta, per essere redenta, dal Verbo. Nessuna traccia invece vi fu nel Salvatore di quelle malvagità che il seduttore portò nel mondo e che furono accolte dall'uomo sedotto. Volle addossarsi certo la nostra debolezza, ma non essere partecipe delle nostre colpe.

Assunse la condizione di schiavo, ma senza la contaminazione del peccato. Sublimò l'umanità, ma non sminuì la divinità. Il suo annientamento rese visibile l'invisibile e mortale il creatore e il Signore di tutte le cose. Ma il suo fu piuttosto un abbassarsi misericordioso verso la nostra miseria, che una perdita della sua potestà e del suo dominio. Fu creatore dell'uomo nella condizione divina e uomo nella condizione di schiavo. Questo fu l'unico e medesimo Salvatore.

Il Figlio di Dio fa dunque il suo ingresso in mezzo alle miserie di questo mondo, scendendo dal suo trono celeste, senza lasciare la gloria del Padre. Entra in una condizione nuova, nasce in un modo nuovo. Entra in una condizione nuova: infatti invisibile in se stesso si rende visibile nella nostra natura; infinito, si lascia circoscrivere; esistente prima di tutti i tempi, comincia a vivere nel tempo; padrone e Signore dell'universo, nasconde la sua infinita maestà, prende la forma di servo; impassibile e immortale, in quanto Dio, non sdegna di farsi uomo passibile e soggetto alle leggi della morte.

Colui infatti che è vero Dio, è anche vero uomo. Non vi è nulla di fittizio in questa unità, perché sussistono e l'umiltà della natura umana, e la sublimità della natura divina.

Dio non subisce mutazione per la sua misericordia, così l'uomo non viene alterato per la dignità ricevuta. Ognuna delle nature opera in comunione con l'altra tutto ciò che le è proprio. Il Verbo opera ciò che spetta al Verbo, e l'umanità esegue ciò che è proprio della umanità. La prima di queste nature risplende per i miracoli che compie, l'altra soggiace agli oltraggi che subisce. E, come il Verbo non rinunzia a quella gloria che possiede in tutto uguale al Padre, così l'umanità non abbandona la natura propria della specie.

Non ci stancheremo di ripeterlo: L'unico e il medesimo è veramente Figlio di Dio e veramente figlio dell'uomo. E' Dio, perché «In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio» (Gv 1, 1). E' uomo, perché: «il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1, 14).

giovedì 24 marzo 2011

Novenario in onore della Vergine Annunziata



Ti ringraziamo, o Madre, che dal cielo

hai di grazia arricchito il nostro cuore.
Con la tua protezion sul mondo anelo
a noi tutti dimostri il grande amore.
Alla tua sacra immagin con pio zelo
Ricorrendo fidente il peccatore
ti ripete, o celeste Madre pia,
dell’Angelo il saluto: Ave Maria…

E di Comiso ogni persona
spera e brama in tutte l’ore
e la grazia e il tuo favore
da Colui che tutto può.

mercoledì 23 marzo 2011

Novenario in onore della Vergine Annunziata


Ci rallegriamo, Maria, che venerata
Tu sei dal mondo tutto universale,
creatura, ab aeterno preservata
d'ogni macchia di colpa originale.
Piena di grazia tu fosti annunziata
e dall'uom lontan tenesti il male.
Il peccato dal cuor deh! togli via
mentre noi recitiam l'Ave Maria...

Ogni età con lieta voce
ti dirà Vergin Beata:
perché fosti Annunziata
ogni mal si dileguò.